Trovo difficile descrivermi, perché ritengo che non si finisca mai di scoprirsi. Amo scavare a fondo delle cose e di me stessa e tirare fuori tutto quello che trovo. Buono o brutto che sia. È un processo che mi aiuta a mettermi in discussione.

Mi diverte tantissimo osservare la gente. Voglio capire il meccanismo che regola ciascuno di noi. In anni di osservazione mi sono resa conto che ogni persona è tutto e il contrario di tutto. E che le migliori risposte te le dà sempre chi, presuntuosamente, ritenevi non all’altezza. Il che fa bene, perché aiuta a mantenere l’autostima a un livello accettabile.

Quando devo fare una scelta, so che ho tre cervelli a disposizione: la testa, il cuore e la pancia. Dei tre, la pancia non mi mente mai. A volte mi lascio guidare dalla testa o dal cuore solo per rimescolare le carte. Alla fine, però, la pancia mi riporta sempre dove dovrei essere.

Le lezioni più preziose le ho imparate sbagliando. Accettare di fallire non è facile, ma serve a riconoscere i propri limiti. E a capire come superarli.

Ho una curiosità divorante. Leggo tutto, ascolto tutto, provo tutto. O quasi. Il che sicuramente non è riposante, ma mi nutre un bel po’.

Amo scrivere. Sarà perché ho vissuto un bel po’ di vita da timida e scrivere mi permetteva di esprimere sul foglio quello che, dal vivo, non riuscivo a dire. Quando scrivo, mi dimentico di me. Le parole escono come un flusso di cui non sono consapevole, se non quando poso la penna e rileggo. Lo chiamano Flow.

Sento la musica dentro. Cantare è un’altra di quelle cose che faccio senza rendermene conto quando sono felice. Fortunatamente, lo faccio spesso.

Nuotare mi rilassa. Essere in quella dimensione silenziosa, fatta di suoni attutiti e acqua…acqua dappertutto…mi riporta in vita.

Quando viaggio, mi sembra di vivere a cento all’ora. Forse perché scopro posti nuovi, conosco nuove persone, imparo nuovi modi di vivere. Vivrei viaggiando, ma non posso portare tutte le persone che amo con me. Quindi vado e poi torno. Sempre.

Sarà il dondolio, ma sui mezzi mi ci addormento puntualmente. Mi piace il treno, perché permette di viaggiare lentamente e poi l’aereo, perché mi porta lontano in poco tempo. Il decollo mi galvanizza.

Camminare nella natura è una ricarica di energia. La bicicletta, invece, è il modo più bello per scoprire una città. Parigi l’ho vista così. Alla giusta velocità.

Credo nella forza del singolo. E delle relazioni fra singoli. Credo più a un modello 1-1-1-1-1-1-1-1 che a un modello 1-1000. Perché a volte quei 1000, così tutti assieme, si dimenticano di pensare con la propria testa. Per questo mi piace Internet, perché crea relazioni fra singoli non mediate.

Naturalmente le relazioni che preferisco sono quelle reali. Quindi il resto di me ve lo lascio scoprire dal vivo.